Si avvicinano le festività natalizie e di fine anno ed in città risuoneranno i botti!!!
Anche in questo difficile momento per l'emergenza del COVID-19, ci sarà chi penserà solo a far esplodere i fuochi artificiali
Uccide un cinghiale vicino alle abitazioni e fugge
L’animale è stato ucciso con un colpo d'arma da fuoco ed il responsabile è fuggito nell'oscurità della notte
Lettera aperta al Presidente della Regione Piemonte
Il Tavolo Animali & Ambiente chiede la sospensione immediata della caccia
In piena emergenza sanitaria la Giunta Regionale chiede la riapertura della caccia
Anche in questo momento difficile in cui tutte le attività si chiudono, la giunta regionale del Piemonte chiede il via libera all’attività venatoria in zona rossa
La carne fa bene. O no?
Chi non ricorda la madre che incitava a mangiare la carne dicendo che era per il suo bene? Credo moltissimi adulti. Fino agli anni settanta del ventesimo secolo poche erano le perplessità, poi piano piano sono iniziate le analisi critiche...
Anche in questo difficile momento per l'emergenza del COVID-19, ci sarà chi penserà solo a far esplodere i fuochi artificiali. Il "Tavolo Animali & Ambiente", costituito dalle maggiori sigle animaliste ed ambientaliste, è estremamente preoccupato per l'ormai insensata tradizione che, subito dopo la festa dell'8 dicembre, fa risuonare in città le esplosioni di botti, petardi e fuochi pirotecnici vari, nonostante che l'art. 9, comma 23, del "Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in città", il n. 320, ne sancisca ormai da anni il divieto assoluto di utilizzo su tutto il territorio comunale.
L’animale è stato ucciso con un colpo d'arma da fuoco ed il responsabile è fuggito nell'oscurità della notte. Il "Tavolo Animali & Ambiente", costituito dalle associazioni animaliste e ambientaliste ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE L’Aquilone, LIDA, OIPA, PRO NATURA e SOS GAIA, stigmatizza il grave episodio accaduto sulla collina torinese nella notte del 27 novembre scorso, quando un incosciente ha ucciso un cinghiale, sparandogli con un'arma da fuoco da dentro l’automobile e, lasciato l’animale agonizzante in terra, è scappato, aiutato dal buio delle tenebre.
Il Tavolo Animali & Ambiente, ha scritto al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio per chiedere la sospensione immediata dell’attività venatoria a seguito del DPCM del 24 ottobre scorso. “Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 24 ottobre in materia di adozione di misure di contenimento per contrastare la diffusione del virus COVID-19 prevede, tra l'altro, al 4° comma dell'art.1, ‘una forte raccomandazione a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o usufruire di servizi non sospesi.’ e, a seguire, sostanziali limitazioni alle attività sportive ed a quelle svolte all’aperto.
Anche in questo momento difficile in cui tutte le attività si chiudono, la giunta regionale del Piemonte chiede il via libera all’attività venatoria in zona rossa. E’ con sgomento e incredulità che il Tavolo Animali & Ambiente, costituito dalle maggiori sigle animaliste e ambientaliste, apprende la richiesta al governo di autorizzare in zona rossa l’attività venatoria.
di Enrico Moriconi - Chi non ricorda la madre che incitava a mangiare la carne dicendo che era per il suo bene? Credo moltissimi adulti. Fino agli anni settanta del ventesimo secolo poche erano le perplessità, poi piano piano sono iniziate le analisi critiche sulle conseguenze della carne finché organismi internazionali come il Word Cancer Institute e poi l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno inserito ufficialmente le carni conservate e le carni rosse tra le sostanze cancerogene. Prima che la decisione dell’OMS fosse del tutto cancellata dalle notizie giornalistiche, in Italia si è pensato bene di fare controbattere le affermazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dagli allevatori nel nome della difesa delle produzioni nazionali, come se il rischio dipendesse dal sistema di allevamento, peraltro uguale in tutta Europa, e non dalla materia prima, proprio la carne.