Torino, un nuovo lager per gli animali
Sembra imminente il ritorno dello zoo in Parco Michelotti, nonostante le proteste di animalisti, ambientalisti e singoli cittadini
Botti di Capodanno: grazie a chi li ha proibiti, gli altri Comuni li vietino
Botti, Federazione Associazioni Animali e Ambiente: grazie a chi li ha proibiti, gli altri Comuni li vietino, i cittadini ne facciano comunque a meno
Un ricettario vegan per i cani
Il libro “Il primo ricettario vegan per cani” di Michelle A. Rivera è una risposta alle riflessioni che la scelta vegana o vegetariana ci sollecita
L’impegno animalista di Silvana Denicolò. Nelle ultime votazioni è stata eletta Consigliere della Regione Lazio con il Movimento 5 Stelle, e attualmente è membro della Commissione II, Affari Comunitari ed Internazionali, e membro della Commissione VIII, Agricoltura, Artigianato e Commercio.
di Rosalba Nattero - Sembra imminente il ritorno dello zoo in Parco Michelotti, nonostante le proteste di animalisti, ambientalisti e singoli cittadini. Non ci volevamo credere, eppure ormai sembra inevitabile. Nonostante le proteste degli animalisti e della stragrande maggioranza dei cittadini torinesi, nonostante le rassicurazioni dei rappresentanti istituzionali, pare ormai impossibile fermare questo folle progetto che riporta Torino indietro di quasi tre decenni.
Comunicato della Federazione Associazioni Animali e Ambiente - Botti, Federazione Associazioni Animali e Ambiente: grazie a chi li ha proibiti, gli altri Comuni li vietino, i cittadini ne facciano comunque a meno. Molti Comuni li hanno già vietati per le festività, Cortina d’Ampezzo ha messo al bando i “botti” per un anno intero.
di Enrico Moriconi - Il libro “Il primo ricettario vegan per cani” di Michelle A. Rivera è una risposta alle riflessioni che la scelta vegana o vegetariana ci sollecita. n Italia, negli ultimi anni, sono aumentate le persone che hanno optato, a partire da motivazioni spesso molto differenti, per un'alimentazione vegetariana o vegana. Una dieta senza carne può essere scelta per diversi motivi: salutisti anche se spesso in tale caso il consumo di pesce non è escluso; ambientali, per difendere la Terra dallo scempio provocato dalla zootecnia intensiva e denunciato dalla stessa Fao; etici, per non far soffrire gli animali destinati a diventare cibo.