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Tavolo Animali & Ambiente

Tavolo Animali & Ambiente

Lettera aperta ai rappresentanti del Piemonte nel Senato della Repubblica. Richiesta di non sostenere il ddl n. 1552

Egregio Senatore, gentile Senatrice,
Il Tavolo Animali & Ambiente del Piemonte, realtà apartitica costituta da numerose Associazioni ambientaliste e animaliste che rappresentano svariate migliaia di cittadini, rivolge un accorato appello ai Senatori e alle Senatrici che sono stati eletti in Piemonte.
In questi giorni il Senato è chiamato a esprimere il proprio parere sul ddl 1552, in materia di caccia. Si tratta di una proposta assolutamente inaccettabile, che in caso di approvazione riporterebbe, per quanto concerne le politiche di tutela della fauna selvatica, il nostro Paese al Medioevo.
Il ddl accentua in modo sostanziale la pressione venatoria su numerose specie, comprese alcune in evidente sofferenza, se non proprio a rischio di estinzione (tordi, merli, allodole e altri piccoli uccelli, anatre di numerose specie, beccacce e così via). Lo stesso elenco di specie cacciabili viene ampliato, includendo ad esempio il piccione domestico e l’oca selvatica. I periodi in cui praticare la caccia verrebbero estesi in modo considerevole, sia con riferimento alle giornate (cancellate quelle di silenzio venatorio e prorogata la possibilità di cacciare fin oltre il tramonto) che alla stagione, prolungata fin nei mesi primaverili, andando così a interferire pesantemente con i processi riproduttivi di molte specie, soprattutto di uccelli. Viene prevista la possibilità di cacciare in aree fino ad ora interdette, quali i demani forestali, la zone costiere, addirittura le aree protette. Tutte aree frequentate da numerose persone, che verrebbero così a trovarsi in situazioni di elevato rischio. Rafforzata la barbara pratica dell’uso di richiami vivi: animali, soprattutto uccelli, catturati e costretti a passare in anguste gabbie il resto della loro vita, allo scopo di attirare a portata di tiro del cacciatore ignari conspecifici che vivono in libertà
Ma l’aspetto forse più deleterio è lo svilimento del ruolo degli Enti di ricerca, le cui fondamentali indicazioni verrebbero asservite alle scelte politiche di amministratori che appaiono sempre più legati, a doppio filo, al mondo venatorio.
Ricordiamo infine che la Commissione Europea, tramite la Direzione generale Ambiente, ha inviato una comunicazione al Governo italiano, segnalando che il ddl prevede numerose infrazioni alle norme comunitarie, in particolare le Direttive Habitat Uccelli. Cosa che ci costerà, in caso di approvazione, enormi esborsi di denaro in procedure di infrazione, che verranno certamente attivate dalle Associazioni mediante lo strumento EU Pilot in caso di approvazione del ddl. Già oggi lo Stato italiano spende cifre enormi (si parla di 800 milioni di euro) per le 75 procedure di infrazioni, di cui 25 in materia ambientale, di cui il nostro Paese è stato ritenuto responsabile. Ma il nostro Governo ha liquidato la faccenda come una fastidiosa pignoleria burocratica di cui non ritiene necessario tenere conto.
Oltre all’aspetto economico è importante sottolineare come il ddl 1552, in caso di approvazione, risulterebbe inviso alla netta maggioranza degli italiani, i quali, come noto, sono fortemente contrari all’attività venatoria. Ricordiamo inoltre che il ddl consentirebbe ai cacciatori di imbracciare i fucili nel demanio marittimo, quindi anche sulle spiagge, luogo preferito da milioni di italiani per trascorrervi periodi di vacanza. Ma anche per gli italiani che volessero rilassarsi in montagna o in campagna, la situazione risulterebbe simile: prevedendo infatti l’utilizzo di armi da fuoco anche nei demani forestali, è automatico l’ampliamento delle aree in cui la caccia è permessa. Come conseguenza, coloro che frequentano tali aree lo faranno in condizioni di grande rischio. Stiamo parlando, ad esempio, di chi pratica birdwatching (oltre due milioni di persone), di chi ama raccogliere funghi (un altro milione di cittadini), ma anche i fotonaturalisti (di cui non esistono censimenti, ma che si possono stimare in parecchie migliaia). Non dimentichiamo infine chi vuole anche solo fare una passeggiata nei boschi o più in generale in aree naturalistiche.
Si chiede pertanto alle S.V. di osteggiare un disegno di legge che è contrario agli interessi della stragrande maggioranza degli italiani e che potrebbe avere conseguenze devastanti sull’ambiente naturale e in particolare sulla fauna selvatica che ne è uno degli aspetti caratterizzanti.
Il Tavolo Animali & Ambiente si dichiara disponibile, se richiesto, ad un confronto
con le S.V.


per il Tavolo Animali & Ambiente
Alessandro Piacenza, OIPA Italia
Piero Belletti, Pro Natura Torino

 

 

www.animaliambiente.it

 
19 giugno 2026

 

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