Gli zoo, luoghi di sofferenza
Per conoscere gli animali occorre vederli nel loro ambiente naturale
Breve storia del Parco Michelotti di Torino
Approfondimenti sul sito dove esisteva il vecchio zoo di Torino e che a distanza di 30 anni rischia di ospitare nuovamente animali detenuti e di essere privatizzato privando i cittadini di un bene pubblico
La richiesta di Pro Natura alla Città Metropolitana di Torino
Come mai un progetto così ad alto impatto come quello della riapertura dello zoo in Parco Michelotti non viene sottoposto a verifica di assoggettabilità alla V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale)?
Una nuova petizione contro la riapertura dello zoo di Torino
SOS Gaia continua la Campagna "No Zoo 2017" con una grande raccolta firme
Caccia in Piemonte: Importante Sentenza della Corte Costituzionale
Stop all’utilizzo dei cacciatori per il controllo della fauna...
Torino: finalmente si riapre la discussione sullo Zoo!
La petizione “No Zoo” approda alla VI Commissione Consiliare. Verrà istituita al più presto una Commissione straordinaria congiunta con le Commissioni interessate alla problematica per rivalutare la delibera...
Torino non vuole uno Zoo
Un vasto movimento animalista e ambientalista si sta radunando attorno al Comitato che ha organizzato con successo la Manifestazione Nazionale del 27 maggio scorso per dire NO alla riapertura dello zoo di Torino in Parco Michelotti...
Le iniziative per dire No allo Zoo
Gli eventi di SOS Gaia a sostegno della campagna “No Zoo 2017”
di Marco Francone - Per conoscere gli animali occorre vederli nel loro ambiente naturale. Poco più di un secolo fa sorsero numerosi giardini zoologici che avevano come scopo unico o prevalente quello di esporre animali esotici per soddisfare curiosità superficiali e divertire il pubblico. Se si tratta di vedere le dimensioni, il colore e l’aspetto di certi animali è sufficiente visitare un museo zoologico. Se invece si tratta di vedere gli animali come si muovono, come si comportano allora bisogna vederli nel loro ambiente naturale. Osservare un animale avulso dal suo ambiente poteva avere un senso uno o due secoli fa quando non si sapeva assolutamente nulla di ecologia e di etologia.
di Emilio Soave - Approfondimenti sul sito dove esisteva il vecchio zoo di Torino e che a distanza di 30 anni rischia di ospitare nuovamente animali detenuti e di essere privatizzato privando i cittadini di un bene pubblico. Quello che oggi chiamiamo convenzionalmente parco Michelotti, o impropriamente parco dell’ex-Zoo, è una porzione di quel lungo percorso di “pubblico passeggio” (quasi 3 km.) che dal ponte Vittorio Emanuele di fronte alla chiesa della Gran Madre si protende fino al Meisino (Borgata Sassi); non a caso con Decreto Ministeriale fu a suo tempo apposta la tutela a salvaguardia non solo del paesaggio, ma anche di un grande bene pubblico per i cittadini tutti.
Come mai un progetto così ad alto impatto come quello della riapertura dello zoo in Parco Michelotti non viene sottoposto a verifica di assoggettabilità alla V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale)? La sottoscritta associazione, in quanto associazione di tutela ambientale con personalità giuridica, aveva in data 9 novembre 2016 scritto a codesto Ente, e contestualmente alla Città di Torino, una lettera in merito alla proposta progettuale pervenuta alla città di Torino a seguito di un bando di evidenza pubblica che invitava a presentare progetti per la realizzazione di strutture didattiche, ludiche e ricreative nell’area del parco Michelotti di Torino, in sponda destra del fiume Po, incidente su di un significativo ambito di verde urbano e della sponda fluviale.
di Dhebora Ruzza - Ovvero: come “non” vengono tutelati gli animali. Nel lontano 1999 l’Unione Europea stabilì delle linee guida e le normative per quanto riguardava l’esposizione al pubblico degli animali. Solo nel 2005 l’Italia recepì la direttiva europea con la legge n.73 e lo zoo cambiò: non solo un’area con animali in gabbia ma un luogo in cui tutelare e garantire il benessere, le esigenze biologiche, di riproduzione e conservazione degli animali nati in cattività. Questo secondo la legge ma la realtà è ben diversa.
di Rosalba Nattero - SOS Gaia continua la Campagna "No Zoo 2017" con una grande raccolta firme. SOS Gaia ha attivato una nuova petizione, già presente online, ora anche in forma cartacea aperta a tutti coloro che vogliono dare la loro adesione. La petizione online in pochi mesi sta arrivando al traguardo delle 30.000 firme, a dimostrazione di quanto il tema sia sentito non solo dai torinese, ma da tutti coloro che hanno a cuore gli animali e non si rassegnano a vederli reclusi.
“Noi non ci fermeremo”. Il Comitato direttivo di SOS Gaia ha deciso di continuare la battaglia contro la riapertura dello zoo di Torino con una massiccia operazione informativa capillare. Lo scopo è quello di tenere vivo l'argomento informando i cittadini, non potendo contare sui media che di questo argomento non fanno mai menzione pur essendo un tema "caldo" per l'amministrazione comunale e per i torinesi. I media citano le molte realtà alle prese con le disattese promesse elettorali dell’amministrazione torinese, ma stranamente trascurano quella grossa fetta di cittadini che protestano contro il progetto della riapertura dello zoo e della privatizzazione del Parco Michelotti.
Stop all’utilizzo dei cacciatori per il controllo della fauna. Le associazioni ENPA, LAC, LAV, OIPA, SOS Gaia in data odierna hanno scritto al Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e all’Assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero chiedendo il rispetto delle decisioni della Corte Costituzionale che con Sentenza n. 139 del 23 maggio 2017 ha abrogato alcune norme della Legge regionale della Liguria affermando quattro principi che dovranno trovare accoglimento innanzitutto nel testo della nuova legge di regolamentazione della caccia e tutela della fauna in discussione in queste settimane nella III Commissione del Consiglio regionale.
di Rosalba Nattero - La petizione “No Zoo” approda alla VI Commissione Consiliare. Verrà istituita al più presto una Commissione straordinaria congiunta con le Commissioni interessate alla problematica per rivalutare la delibera. - SOS Gaia insieme alle maggiori sigle dell’animalismo e ambientalismo nazionale dall’inizio dell’anno ha attivato la Campagna “No Zoo 2017” per contrastare il progetto della riapertura dello zoo di Torino in Parco Michelotti. Tra le iniziative, una petizione al Consiglio Comunale a seguito della quale il Comune di Torino ha riaperto la discussione e ha deciso di istituire una Commissione congiunta per analizzare e rivalutare la delibera. La questione di riproporre uno zoo nel Parco Michelotti e la sua privatizzazione è quindi ancora aperta e tutta da definire.
di Rosalba Nattero - Un vasto movimento animalista e ambientalista si sta radunando attorno al Comitato che ha organizzato con successo la Manifestazione Nazionale del 27 maggio scorso per dire NO alla riapertura dello zoo di Torino in Parco Michelotti. “Noi non ci fermeremo”. È la parola d’ordine del vasto movimento che si sta creando in questa Campagna “No Zoo 2017” per opporsi alla riapertura dello zoo di Torino.
















